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La
pelle è scarsamente utilizzabile allo stato naturale perché è soggetta
a putrefazione ed alle variazioni di temperatura. La concia ha quindi
la funzione di eliminare questi inconvenienti, utilizzando opportune sostanze
di origine vegetale, animale e sintetica. |
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Adesso la pelle è pronta per il ciclo di lavorazio neche che noi abbiamo sintetizzato nelle seguenti fasi: RINVERDIMENTO: questa fase ha lo scopo di riportare la pelle nelle condizioni in cui si trovava appena scuoiata. Bisognerà anzitutto ridarle tutta l'acqua persa durante i trattamenti di conservazione e la si dovrà ripulire delle impurità di sangue, sterco, ecc. Altra funzione importante del rinverdimento è quella di solubilizzare una parte delle proteine globulari e delle albumine. Qusta operazione va condotta con tecniche diverse a seconda del tipo di pelle usato. Le pelli che noi utilizziamo non richiedono accorgimenti particolari in quanto sono pelli salate fresche e la durata non supera, nella generalità dei casi, le 12-24 ore. In ogni caso si deve tener presente che una pelle ben riverdita,cioe' floscia epulita, reagirà molto meglio ai successivi trattamenti. A rinverdimento avvenuto, le pelli vengono scolate dall'eccesso di acqua e quindi pesate, ottenendo così il peso rinverdito, sul quale si possono calcolare le quantità di prodotti necessari per l'operazione successiva, il calcinaio. CALCINAIO: è un trattamento mediante il quale si libera la pelle da tutte quelle sostanze che non si trasformerebbero in cuoio, e cioè l'epidermide (con tutte le sue produzioni) e lo strato sottocutaneo. Nello stesso tempo avvengono delle modificazioni nella struttura fibrosa del derma, per effetto di una idrolisi regolata del collagene. Con il calcinaio otterremo quindi: DEPILAZIONE SAPONIFICAZIONE parziale dei GRASSI GONFIAMENTO più o meno pronunciato del DERMA Le pelli calcinate si presentano viscide, gonfie e molto sensibili ad azioni meccaniche, chimiche ed a sbalzi di temperatura. Il calcinaio è considerato fondamentale nella lavorazione delle pelli, perché errori nella sua conduzione sono difficilmente rimediabili con le operazioni successive. SCARNATURA-RIFILATURA-SPACCATURA: finito il calcinaio, sorge l'esigenza di effettuare un lavaggio per agevolare la scarnatura, in quanto altrimenti la pelle sarebbe viscida e quindi difficile da lavorare. Facendo questo si riporta anche il pH verso la neutralità. La scarnatura avviene tramite l'utilizzo di una macchina avente un cilindro portante rivestito di plastica dura, su cui viene appoggiata la pelle; questo cilindro viene azionato da un pedale che lo mette in movimento, in modo da avvicinarlo ad un altro cilindro, questo a lame elicoidali taglienti, il quale a rotazione rapida asporta il carniccio. Ora sulla pelle è ben visibile il fiore, difetti, piccole lesioni superficiali di varia natura. Successivamente si passa alla spaccatura che avviene con la macchina a spaccare. Si opera facendo passare la pelle tra due cilindri fra i quali si trova una lama rotante che effettua la divisione tra fiore e crosta. Successivamente queste operazioni, viene eseguito sulla pelle il PESO IN TRIPPA, sul quale si potranno calcolare le percentuali dei prodotti occorrenti alle operazioni fino alla concia compresa. DECALCINAZIONE: con la decalcinazione si eliminano dalla pelle le sostanze alcaline di cui essa è impregnata: solfuri, solfidrati e la calce. In questo modo si porta il pH della pelle, che era superiore a 12 per effetto del calcinaio, ad un pH di 7,5-8,5, ai cui valori sarà possibile effettuare la macerazione. Le pelli devono essere sollecitate nel bottale il meno possibile e ad un basso numero di giri (4-6 al minuto). Prima di effettuare questa operazione bisogna praticare un lavaggio con acqua (300%) per pulire la pelle e per eliminare una buona quantità di calce. Successivamente aggiungiamo il 2% di cloruro di ammonio (NH4Cl). Con la decalcinazione quindi, le pelli provenienti dal calcinaio che presentano un rigonfiamento più o meno pronunciato, si "sgonfiano" e il pH viene portato fino a valori di pH di 7,5/8,5. Il tempo è di 1-2 ore in bottale per un riposo di circa 12 ore. MACERAZIONE: questa fase ha la finalità di eliminare i residui proteici che non interessano, i residui di follicolo e di epidermide; di produrre un allentamento delle fibre della pelle, completando così l'azione preparativa del calcinaio; inoltre deve rendere il fiore più liscio e più pulito. Per fare questo occorrono dei maceranti che all'inizio del secolo erano rappresentati solamente da sterco di cane e di piccione mentre oggigiorno invece vengono impiegati enzimi estratti dal pancreas miscelati a sali di ammonio che abbassano il pH. Gli enzimi reagiscono in piccole quantità e devono essere diluiti su di un supporto inerte. Nel nostro caso opereremo così: aggiungiamo il 200% di acqua, l'1% di cloruro di ammonio e facciamo girare nel bottale per 20'; successivamente aggiungiamo l'1% di enzima OROPO r e facciamo girare per 50'. Il tutto dovrà avvenire ad una temperatura di 36-37°C e ad un pH pari a 7-8. ACIDIFICAZIONE: A questo punto la pelle sempre nel bottale viene acidificata' cioè il ph viene portato da 7-8 ad un ph di 4. Solo ora la pele è pronta per la conciatura.
PALISSONATURA: Dopo che le pelli vengono staccate e fatte riposare per un giorno. Dopodichè la pelle viene palissonata ad un apposito macchinario chiamato palissone per conferire alla pelle morbidezza e mano tonda. La pelle successivamente viene cilindrata, questo macchinario conferisce alla pelle un fiore più fine. Adesso dopo circa un mese di lavorazione la ns pelle al vegetale tipo vaccetta è pronta per essere lavorata dalla ns affezionata clientela . |
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